RICONOSCERE LO STRAINING

UN APPROCCIO SCIENTIFICO PER ACCERTARE LO STRAINING

Il Metodo Ege®

Come per il Mobbing, Harald Ege ha fissato 7 parametri tassativi per riconoscere lo Straining (1° fase del noto Metodo Ege®).

La verifica empirica di questi 7 parametri permette di individuare in modo rigorosamente scientifico la presenza dello Straining in una vicenda lavorativa.

Il Metodo Ege® è l’unica metodologia in grado di garantire un’analisi affidabile ed oggettiva in sede di accertamento del Mobbing e dello Straining ed è l’unica metodologia che ha trovato riconoscimento nell’ambito di una consolidata giurisprudenza.

L’attività di accertamento del conflitto è un’attività purtroppo enormemente sottovalutata sebbene sia un’attività di natura tecnica cruciale per determinare la strategia legale più efficace.

L’unico professionista dotato della necessaria competenza per svolgerla è lo psicologo del lavoro e delle organizzazioni specializzato in materia di conflittualità lavorativa.

Di seguito i 7 parametri per accertare lo Straining:

  1. Ambiente lavorativo
  2. Frequenza
  3. Durata
  4. Tipo di azioni (rif. categorie del “LIPT-Ege”)
  5. Dislivello tra gli antagonisti
  6. Andamento secondo fasi successive (rif. Modello Ege a 4 fasi)
  7. Intento persecutorio

Come si evolve lo Straining: il modello Ege a 4 fasi

Sulla base di tale esperienza sul campo, come consulente e perito, il dott. Harald Ege ha sviluppato un modello che ne illustra l’evoluzione per stadi successivi precisi, nel rispetto del 6° parametro del suo metodo, il Metodo Ege®(andamento secondo fasi successive).

Modello Ege a 4 fasi dello Straining

1
Azione ostile
Freccia verso il basso
2
Conseguenza lavorativa percepita come permanente (=Straining)
Freccia verso il basso
3
Conseguenze psico-fisiche
Freccia verso il basso
4
Uscita dal lavoro

(Tratto da “Oltre il Mobbing, Straining, Stalking e altre forme di conflittualità sul posto di lavoro”, di Harald Ege, ed. 2005, Franco Angeli)

Azioni ostili tipiche che danno origine allo Straining

ATTI OSTILI TIPICI DELLO STRAINING
Assegnazione a funzione priva di mansioni specifiche
Privazione di funzioni precedentemente svolte
Assegnazione a postazione isolata
Sottrazione strumenti di lavoro
Superlavoro

(Da “La valutazione peritale del danno da Mobbing e da Straining“, Harald Ege, Giuffrè Francis Lefebvre)


Si ricorda che:

  • basta una sola di queste azioni affinché si configuri lo Straining (nel rispetto del 4° parametro del Metodo Ege®);
  • la condotta vessatoria deve essere sorretta dall’ “intento persecutorio” (nel rispetto del 7° parametro del Metodo Ege®), come ha più volte stabilito la Giurisprudenza; ovvero avere un effetto discriminatorio soggettivo, implicando una differenza di trattamento per la vittima (questa è la “prova del nove” per accertare l’esistenza dell’intento persecutorio;
  • la condotta vessatoria deve generare una conseguenza negativa permanente o continuativa (una condizione di costrittività organizzativa temporanea o eccezionale non rende configurabile lo Straining; si pensi al caso dei ritmi di lavoro sostenuti dalle commesse dei negozi durante il periodo delle festività natalizie o dei saldi);
  • lo Straining si considera già attestabile dal momento in cui viene raggiunta la 2° fase del Modello Ege a 4 fasi.

Cosa dicono le statistiche?

  • La stragrande maggioranza dei casi di Straining non raggiunge la 4° fase, posto che, tipicamente, lo scopo dello strainer è quello di punire o allontanare la sua vittima, costringerla ad una condizione occupazionale frustrante, e non eliminarla.
  • Molte storie di Mobbing, nelle loro fasi iniziali, erano configurabili come Straining.

💡 Non tutti i casi di demansionamento coincidono con casi di Straining.

Debbono essere verificati tutti i 7 parametri stabiliti dal Metodo Ege®.

  • Tuttavia, è bene tener presente che un mutamento di mansioni, in senso qualitativo o quantitativo, potrebbe comunque integrare, dal punto di vista oggettivo, una disfunzione organizzativa illecita ai sensi dell’art. 2103 c.c. post Jobs Act e 52 d.lgs. n. 165/2001.
  • Il mutamento di mansioni, pur nel rispetto del formale inquadramento previsto dal CCNL, potrebbe comunque sostanziarsi di fatto in un impoverimento professionale con incidenza stressogena, dunque una lesione della salute e della personalità morale del lavoratore  e una violazione dell’art. 2087 c.c..

Come si evince, il caso concreto può presentare diverse sfumature: si raccomanda sempre una consulenza integrata da parte dello psicologo del lavoro e dell’avvocato civilista esperto in diritto giuslavoristico.

Straining ed inattività totale: “il trasferimento nella camera della morte

C’è una gravissima pratica vessatoria molto diffusa nelle aziende moderne che corrisponde a quell’ipotesi in cui il lavoratore viene ridotto all’inattività totale : è quella che noi chiamiamo il “trasferimento nella camera della morte” e che, nella stragrande maggioranza dei casi, quando sorretta da intento persecutorio, integra un caso di Straining.

Scopri l’approfondimento di Harald Ege su questa pratica vessatoria gravissima …

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