SIGNIFICATO MOBBING

MOBBING: UN CONCETTO CARICO DI SIGNIFICATO E L’IMPORTANZA DI ADOTTARE LA DEFINIZIONE DI HARALD EGE

“Mobbing”: dal successo della parola alla distorsione del significato

Come mai la parola “Mobbing” abbia avuto cosi tanta fortuna presso l’opinione pubblica, i mass media e gli ambienti accademici non stupisce.

E’ una parola caratterizzata da una particolare pregnanza di significato: cosi facile da pronunciare, meglio di qualunque altra parola, è in grado di evocare, con straordinaria efficacia e concisione, tutto il complesso ed ambiguo mondo della persecuzione psicologica, con tutto il carico emotivo annesso, esercitata sul posto di lavoro.

La fortuna della parola, tuttavia, ha avuto come effetto collaterale quello di esporre tutta la materia del Mobbing all’equivoco e alla disinformazione imperanti i quali, a tutt’oggi, persistono, impedendo una corretta e piena comprensione del problema e di conseguenza un corretto approccio, sia in fase preventiva che in sede giudiziale.

I 5 capisaldi del Mobbing

L’esigenza di rifocalizzare, nel 2026, i capisaldi del fenomeno del Mobbing emerge dunque con tutta la sua forza ed eccoli:

  1. Il Mobbing è materia di competenza esclusiva della psicologia del lavoro (è, infatti, un fenomeno la cui comprensione esige una penetrazione psicologica dei comportamenti che lo originano all’interno degli ambienti di lavoro). Ne consegue che le teorie e le definizioni fornite dalla Psicologia del Lavoro in particolare dal dott. Harald Ege, ritenuto oggi il maggior esperto in materia di Mobbing e di conflittualità lavorativa su scala europea, devono costituire un punto fermo, sulla base del quale elaborare qualsiasi strumento di prevenzione, di informazione, di formazione e di tutela giuridica;
  2. Il Mobbing, quindi, si realizza solo negli ambienti di lavoro, è solo Mobbing sul lavoro;
  3. Il Mobbing è un conflitto di natura persecutoria e discriminatoria per sua stessa natura (la condotta mobbizzante ha sempre uno scopo discriminatorio) ;
  4. Il Mobbing presenta una specifica fisionomia e specifiche caratteristiche o elementi costitutivi;
  5. Affinchè possa essere ravvisato il Mobbing in una vicenda lavorativa deve essere verificata la presenza contestuale di 7 parametri tassativi di riconoscimento stabiliti dal Metodo Ege®. Tali criteri, essendo oggettivi e scientificamente affidabili, assicurano un’accertamento rigoroso della presenza del Mobbing.

Definizione di Mobbing di Harald Ege

Una situazione lavorativa di conflittualità sistematica, persistente ed in costante progresso in cui una o più persone vengono fatte oggetto di azioni ad alto contenuto persecutorio da parte di uno o più aggressori in posizione superiore, inferiore o di parità, con lo scopo di causare alla vittima danni di vario tipo e gravità. Il mobbizzato si trova nell’impossibilità di reagire adeguatamente a tali attacchi e a lungo andare accusa disturbi psicosomatici, relazionali, e dell’umore che possono portare anche ad invalidità psicofisiche permanenti di vario genere e percentualizzazione”. (Fonte “La valutazione peritale del danno da Mobbing, Harald Ege, Giuffrè, Milano, 2002)

Perchè, sul piano strettamente definitorio, siamo tenuti ad assumere proprio la formulazione elaborata da Harald Ege come l’unica definizione valida di Mobbing?

Perchè si tratta di una definizione tecnicamente fondata, capace di raggiungere il più elevato livello di precisione concettuale, e la comprensione di un fenomeno passa, innanzitutto, da una sua definizione accurata.

La definizione di Ege, infatti, è:

  • sistemico-relazionale ➨ tiene conto della relazione mobber-mobbizzato e della componente psicologica che alimenta questa relazione;
  • progressiva ➨ tiene conto del ciclo evolutivo della psico-dinamica;
  • strutturata ➨ richiede parametri precisi, ovvero tutti e 7 i parametri previsti da Ege per l’accertamento della dinamica in sede peritale (Metodo Ege®) ;
  • completa ➨ racchiude tutti gli elementi costitutivi del Mobbing;
  • verificabile ➨ si fonda su indicatori oggettivi.

Altri fenomeni riconducibili al Mobbing

Il Mobbing ha una precisa fisionomia e specifiche caratteristiche identificate in base ai 7 parametri del Metodo Ege®, ideato da Ege.

Altre espressioni utilizzate dalla dottrina e dalla prevalente giurisprudenza, sempre oggetto di accurate teorizzazioni da parte del dott. Ege, individuano fenomeni particolari sempre ascrivibili al Mobbing. Vediamo le principali.

Il Doppio-Mobbing

Il rifugio del calore famigliare potrebbe permettere alla vittima di Mobbing di sopportare e tollerare le persecuzioni sul luogo di lavoro per un lungo periodo.” (Harald Ege)

Purtroppo però, la famiglia non può costituire la principale risorsa nella “cura” del Mobbing. La vittima ne pagherà purtroppo immancabilmente lo scotto con due gravissime conseguenze:

  • l’affetto della famiglia non sarà sufficiente a compensare le sofferenze della vittima il cui declino, sotto il profilo del suo benessere fisico e psicologico, sarà inarrestabile. Non solo, certamente non fermerà la progressione del Mobbing;
  • la famiglia inizierà a proteggere se stessa dalla forza distruttrice del Mobbing ed a “respingere” il proprio congiunto mobbizzato. Si tratta di un effetto collaterale del Mobbing estremamente grave.

Teorizzandolo, Harald Ege ha avuto la straordinaria intuizione di cogliere il ruolo particolare e fondamentale che la famiglia riveste nella società italiana.

Lo schema del Doppio-Mobbing dunque intende includere la seconda pressione che la vittima di Mobbing riceve dalla famiglia che ad un certo punto non è più disposta ad assorbire la sofferenza del proprio congiunto.

La stragrande maggioranza delle vittime di Mobbing potrà testimoniare la forza pervasiva e distruttiva dell’esperienza del Mobbing rispetto all’evoluzione dei rapporti con gli affetti più stretti, anzitutto con il proprio coniuge o partner (la rottura, la separazione o il divorzio sono l’epilogo più frequente).

La famiglia certamente non dovrebbe cessare di fornire il proprio sostegno al proprio membro al fine di prendere quelle decisioni importanti che inevitabilmente impatteranno su tutto il nucleo: come quella di cambiare lavoro o attivare la via legale.

Da tali premesse ne deriva che:

Un aiuto adeguato e concreto, la vittima di Mobbing può ottenerlo unicamente da figure esterne alla proprio famiglia, dotate di una competenza specifica in materia di Mobbing.

Il Doppio-Mobbing è un’espressione concreta della potenza lesiva del Mobbing e deve emergere in una perizia. La perizia basata sul Metodo Ege® rileva il Doppio-Mobbing.

Quick Mobbing

Possiamo considerarla l’unica “sostanziale” deviazione dal modello originale di Harald Ege, posto che identifica una dinamica in cui difettano il 3° ed il 4° parametro dei 7 parametri da lui previsti per l’accertamento del Mobbing (il 3° viene “allentato”, mentre il 4° “rinforzato”).

Il conflitto, nel Quick Mobbing, si presenta come un‘ondata di aggressioni, continue e particolarmente pesanti, che si concentrano in un periodo ridotto, di almeno 3 mesi, anziché 6.

D’altro canto, si richiede che le azioni ostili compiute dal mobber appartengano a 3 categorie del LIPT-Ege Professional, anziché 2.

La violenza psicologica cui viene sottoposta la vittima è evidentemente sconvolgente.

I casi di Quick Mobbing sono rarissimi. Il fine del mobber, particolarmente pressante, è quello di eliminare la vittima.

E’ “un particolare caso di Mobbing, in cui il conflitto sembra saltare i preliminari ed esplodere immediatamente in tutta la sua forza […]” (Fonte “Oltre il Mobbing. Straining, Stalking e altre forme di conflittualità sul posto di lavoro”, Harald Ege, FrancoAngeli).

Mobbing attenuato

Sfatiamo un altro mito: non esiste.

Mobbing orizzontale e verticale

Sfatiamo un mito: non esiste.

Mobbing dall’alto e dal basso

Queste espressioni indicano la direzione che può assumere il Mobbing in base al criterio gerarchico.

Il Mobbing si può realizzare in 3 direzioni, e non solo in 2: dall’alto se realizzato dai superiori, tra pari (tra colleghi) e dal basso (caso raro ma possibile, in cui un superiore non viene accettato dai suoi sottoposti e questi mettono in atto una sorta di ammutinamento contro di lui).

Mobbing sessuale

E’ quello specifico caso in cui la molestia sessuale è espressione del comportamento mobbizzante del mobber; ovvero, per dirla in altre parole, è il caso in cui il contenuto di un’azione di Mobbing è prettamente sessuale, ma l’intento persecutorio è quello tipico del Mobbing e non della molestia sessuale.

E’ importante dunque non confondere il Mobbing sessuale con la molestia sessuale, perchè nel primo, a differenza del secondo, lo scopo non è di ottenere una prestazione sessuale, bensì quello di punire, infastidire, danneggiare, sottoporre a violenza psicologica la vittima. Il Mobbing sessuale dunque è espressione in tutto e per tutto di un comportamento vessatorio sul luogo di lavoro.

Il Mobbing sessuale potrebbe scaturire da un episodio di molestia, ma nel proseguire si delinea come Mobbing (quale forma evidentemente gravissima) in quanto ciò che anima il mobber non è più l’interesse sessuale ma il desiderio di vendetta sulla propria vittima che lo ha rifiutato in occasione di un primo approccio.

Ricorre il Mobbing sessuale anche quando la molestia si esprime attraverso comportamenti meno eclatanti e spesso socialmente “accettati” come raccontare barzellette spinte o a doppio senso, utilizzare un linguaggio volgare e/o lasciare in vista materiale pornografico.

Bossing o Mobbing dall’alto con strategie di politica aziendale

E’ il Mobbing attuato dai superiori gerarchici o da alti dirigenti di azienda allo scopo preciso di indurre il dipendente od un gruppo di dipendenti alle dimissioni in risposta ad un preciso piano di riorganizzazione aziendale, di riduzione del personale e di spesa.

Sasso nello stagno

E’ una particolare forma di Mobbing che sussiste in presenza di una sola azione ostile portante, ma che richiede altre specifiche condizioni fissate da Ege, per la cui configurabilità si rimanda ad una consulenza ad hoc.

I conflitti sul lavoro suscettibili di legittimare una richiesta di risarcimento danni possono presentare le più diverse forme, le più diverse sfumature, le più diverse possibilità di sviluppo.

Vi sono situazioni che inizialmente si presentano con una precisa forma per poi evolvere in un’altra forma. Lo Straining, per esempio, ai suoi esordi, spesso, si presenta come Mobbing! Una ricostruzione puntuale dell’evoluzione della psico-dinamica occupazionale è un passaggio fondamentale in caso di azione legale.

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