
IL PIONIERE NELLA LOTTA AL MOBBING

Harald Ege: colui che ha svelato il lato oscuro del lavoro
Il primo indiscutibile contributo da attribuirsi al dott. Harald Ege, Psicologo del Lavoro e delle Organizzazioni, è quello di aver promosso la diffusione della conoscenza del Mobbing in Italia a partire dalla metà degli anni ’90 . [1]
Il contributo non è da poco: il dott. Ege ha smosso le coscienze non solo di chi da tempo era vittima inconsapevole di soprusi sul proprio posto di lavoro, ma altresì dell’intera collettività e (molto importante) del sistema giudiziario.
Sembra assurdo pensarci oggi, nel 2025, ma prima di allora la prevaricazione del più forte sul più debole non era nemmeno contemplata come fenomeno rapportabile anche ai luoghi di lavoro. Quando un lavoratore o una lavoratrice lamentasse un disagio causato da una condotta vessatoria era considerato/a semplicemente “stressato/a”.
Ed è incredibile se pensiamo alla quantità di diritti e di valori fondamentali rispetto ai quali il concetto di “Mobbing” risulti incompatibile: diritti e valori dell’individuo, non solo in qualità di prestatore di lavoro bensì anche di persona in quanto tale.
Oggi la parola “Mobbing” è cosi penetrata all’interno delle nostre coscienze che chiunque è in grado istintivamente di riconoscere la portata della violenza psicologica nell’ambiente di lavoro, riconducendola automaticamente a questa parola.
Lo si deve ad Harald Ege.
I suoi lavori di ricerca sono iniziati esattamente nel 1992.
La diffusione pubblica avvenne attraverso il canale televisivo Rete 8, il 15 ottobre 1995, nel corso della trasmissione “Non solo Calcio”.
Nell’anno 1996, per la prima volta, la stampa accende i riflettori sul problema Mobbing.
[1] Il problema fu rilevato per la prima volta dall’americano antropologo Carroll M. Brodsky ed affrontato nel libro “The Harassed Worker”, Lexington (MA), Heath and Company (1976), poi portato in Europa da Dan Olweus, psicologo svedese-norvegese. A Leymann va riconosciuto unicamente il merito di aver coniato la parola “Mobbing”.
Anno 1992: l’inizio ufficiale dei lavori di ricerca sul Mobbing del dott. Harald Ege
29 gennaio 1996: per la prima volta il Mobbing irrompe sulle prime pagine della carta stampata (“Il Giorno“)



Gli inizi
Il 25 gennaio 1996 fonda PRIMA, Associazione Italiana contro Mobbing e Stress Psicosociale di Bologna, associazione no profit riconosciuta ed iscritta nell’Elenco delle Libere Forme Associative del Comune di Bologna, organizzazione che per prima in Italia si è occupata di Mobbing.
Attraverso il contributo prestato per il tramite dell’Associazione Prima, il dott. Ege ha potuto cumulare un’esperienza senza eguali, restituendoci una conoscenza di inestimabile valore ed utilità per il rigoroso approccio scientifico ed empirico.
Nel 1996 pubblica il primo testo italiano in assoluto sul Mobbing: “MOBBING, Che cos’è il terrore psicologico sul posto di lavoro”, Pitagora Editrice Bologna.
Nel 1997 pubblica il testo “Mobbing in Italia, Introduzione al Mobbing culturale”, Pitagora Editrice Bologna, nel quale introduce, per la prima volta:
Nel 1998 pubblica la prima ricerca italiana sul Mobbing nel libro: “I numeri del Mobbing, La prima ricerca italiana”, Pitagora Editrice Bologna.
Il campione analizzato comprendeva 301 vittime di Mobbing provenienti da tutte le regioni d’Italia, alle quali venne somministrato uno speciale questionario, il LIPT-Ege Professional vers. modificata, strumento testistico dedicato alla rilevazione specifica del Mobbing.
Il pioniere della giustizia contro il Mobbing
Nell’anno 2000 avviene la svolta. Il Mobbing diventa accertabile. E giudicabile: assume rilevanza giuridica.
Il diritto deve subentrare laddove la coscienza sociale lo esige: il dott. Ege le aveva “imposto” il problema del Mobbing, il quale non poteva più essere ignorato dall’Ordinamento Giuridico.
Le vittime di Mobbing potevano, ora, reclamare giustizia.
Ege realizzò un ponte, quanto mai necessario, tra psicologia del lavoro e diritto.
Perché il Diritto, nell’apprestare strumenti effettivi di tutela, non può prescindere dalle conoscenze della scienza psicologica, conoscenze conseguite attraverso l’osservazione dei fenomeni.
Per realizzare quel ponte, il dott. Ege doveva però soddisfare gli standard rigorosi di approccio peculiari della scienza giuridica.
E vi riuscì appienotanto che le sue teorie furono ampiamente accolte dai Tribunali italiani, inclusa la Suprema Corte di Cassazione.
“…Vedremo dunque come la scienza psicologica e la scienza giuridica, alleate e dialoganti, possano e debbano operare su piani diversi ma al contempo convergenti. Una in particolare è la parola chiave che ha ispirato chi scrive: effettività, che peraltro implica una pluralità di significati.
Il principale, per noi, è l’esigenza di tradurre i progressi delle scienze sociali calandoli nel concreto fervore della vita lavorativa quotidiana: è la filosofia giuridica della praxis”
Da “Il Lavoro Molesto” di H. Ege e D. Tambasco, Giuffrè Francis Lefebvre
“Deve essere sin dall’inizio dello studio e dell’elaborazione giurisprudenziale chiaro questo concetto: si avrà Mobbing solo ed in quanto determinate condotte presentino i requisiti richiesti alla psicologia del lavoro internazionale (in particolare grazie ai lavori del professor Leyman) e nazionale (in particolare grazie ai lavori del professor Ege) per poter parlare di tale fenomeno perché in casi che presentano una mera somiglianza con il Mobbing, ogni episodio dovrà essere altrimenti catalogato e darà diritti a diversi profili di tutela risarcitoria a favore di chi ha subito tali condotte.”
Giudice Carlo Sorgi
La prima sentenza di Mobbing
Nel 2000 il dott. Harald Ege viene nominato come primo Consulente Tecnico d’Ufficio in una causa di Mobbing. Il Giudice era Carlo Sorgi, allora Giudice del Tribunale del Lavoro di Forlì.
Ege era depositario di tutte le conoscenze e l’esperienza ma, nell’assolvere tale ruolo, doveva e voleva garantire un elevato rigore metodologico: ecco che ideò il Metodo Ege®.
Il 15/03/2021 veniva emessa la sentenza che riconobbe il Mobbing: la 1° sentenza di Mobbing.
Il Giudice Sorgi dichiarava nel testo: “Ci si è avvalsi della professionalità di quello che senza dubbio può essere considerato il più grande esperto nazionale di mobbing da un punto di vista della psicologia del lavoro, il dottor Harald Ege”, decretandolo a tutti gli effetti l’esperto massimo, anche in ambito forense.
Altre 3 implicazioni di estrema importanza di questa sentenza furono:
- Riconoscere una nuova figura professionale, quella dell’Esperto di Mobbing, lo psicologo del lavoro specializzato nella materia della conflittualità lavorativa, quale unica figura professionale deputata a quell’attività cruciale di accertamento del Mobbing e di qualsiasi conflitto di natura occupazionale nell’ambito dei contenziosi afferenti a tale materia e costituendo figura strategica a supporto dell’ azione legale.
- Riconoscere il Mobbing come tematica di competenza esclusiva della psicologia del lavoro (cosa che sarà ampiamente, ed incomprensibilmente, disattesa negli anni successivi, per poi essere riaffermata normativamente con il Decreto 4 agosto 2023 n. 109 in materia di regolamento concernente l’individuazione di ulteriori categorie dell’albo dei consulenti tecnici di ufficio e dei settori di specializzazione di ciascuna categoria);
- Risvegliare, dopo decenni di oblio, quella norma destinata a costituire il pilastro della tutela giuridica del lavoratore contro il Mobbing (e non solo): l’art. 2087 c.c..
La scienza della Diossologia
Nel 2010 il dott. Harald Ege ha introdotto la scienza della Diossologia ovvero la psicologia della persecuzione con l’intento di esplorare la matrice comune a tutte le dinamiche persecutorie (Mobbing e Straining inclusi).
Vi ha dedicato un saggio “Al centro della persecuzione. Analisi, conseguenze e valutazioni del comportamento persecutorio”, H. Ege, FrancoAngeli, 2010.

