
FAQ
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FAQ
Il Mobbing e lo Straining sono difficili da dimostrare?
Il Mobbing, come lo Straining, sono certamente fenomeni complessi, ma possono essere tecnicamente dimostrati con un’accurata analisi del conflitto effettuata per mano di un perito Esperto (Psicologo del Lavoro) integrata in un ricorso costruito bene e, naturalmente, in presenza di buone prove legali.
Quanto tempo ho per intentare causa per Mobbing o per Straining?
10 anni se l’azione legale poggia sull’art. 2087 c.c.. 5 anni se invece l’azione legale poggia sull’art. 2043 c.c..
Posso registrare audio o video con il mio cellulare sul mio luogo di lavoro?
Si. Si segnala peraltro che è stato riconosciuto lo screenshot dei messaggi whatsapp come prova nel processo civile (Ordinanza Cass. Civile n. 1254 del 17/01/25).
Mi basta la perizia medico-legale come allegazione al ricorso per Mobbing o Straining?
No. Anzitutto, non è detto sia presente un danno biologico, secondariamente il danno non patrimoniale nelle dinamiche di Mobbing e di Straining è molto più esteso venendo a ricomprendere, sempre, anche il danno esistenziale e il danno morale. E’ un grave errore (molto diffuso nella pratica forense) trattarli ai margini della componente del danno biologico ed affidarli, in sede di valutazione, ai limitati schemi valutativi di natura medico-legale. A tal fine, la perizia psicologico-lavoristica assume una forte rilevanza laddove preserva la necessaria personalizzazione del danno non patrimoniale e favorisce una più compiuta attuazione del principio di integralità del risarcimento. Non solo, la perizia psicologico-lavoristica ricostruisce compiutamente il nesso causale e fornisce la prova tecnica delle dinamiche persecutorie.
Perché devo anticipare le spese per la causa se ho subito un abuso dal mio datore di lavoro?
Quando i nostri diritti vengono violati, quand’anche si tratti di un abuso grave come quello attuato tramite le dinamiche vessatorie, è necessario far valere i nostri diritti promuovendo azione legale, il cui scopo è accertare la violazione e giungere ad una sentenza che la riconosca. La causa è sempre e comunque promossa su iniziativa privata. Resta salva la possibilità di ricorrere al patrocinio a spese dello Stato, ammesso a determinate condizioni, una delle quali è essere titolari di un reddito annuo imponibile non superiore ad € 12.838,01 (d.m. 10 maggio 2023 in GU n. 130 del 6 giugno 2023).
Quando avverto uno stato di malessere sul mio posto di lavoro, qual’è la prima cosa da fare?
Dipende. Bisogna capire a cosa è riconducibile quel malessere. La prima cosa è rivolgersi ad uno psicologo del lavoro. Eventualmente potrebbe essere opportuno assentarsi per un periodo ricorrendo alla malattia se sussiste un disturbo.
Vado al lavoro ma sto malissimo perchè mi sento mobbizzato, però resisto, così facendo penso di mettermi in buona luce col mio capo e non viene messa in discussione la mia etica di lavoro, sicuramente evito di peggiorare la situazione, faccio bene?
Idealmente sarebbe corretto, tuttavia bisogna capire che se gli sforzi intesi a migliorare la propria efficienza professionale non portano frutti ciò vuole dire, molto probabilmente, che si è vittima di una dinamica persecutoria che deve essere analizzata da uno psicologo del lavoro. Inoltre, se persiste una condizione stressogena. è consigliabile ricorrere alla malattia.
La causa è sempre la soluzione più opportuna per risolvere una situazione di Mobbing o di Straining?
No. Potrebbe essere possibile giungere ad un buon risultato con una trattativa stragiudiziale. Una causa comporta ingenti costi economici ed emotivi ed è molto importante per la persona soppesare attentamente tali costi e capire la portata del suo danno per prendere una decisione consapevole ed oculata.
Quante possibilità ho di vincere una causa per Mobbing o per Straining?
Sarebbe assai azzardato fornire una risposta matematica. Una causa per Mobbing e per Straining è una causa complessa. In tutti i casi, il successo di una causa dipende dalla qualità delle prove prodotte, dal rigore con cui è costruito l’atto introduttivo del ricorso, dalla presenza dell’analisi psicologico-lavoristica e dalla qualità della CTU.
Posso fare una diffida al mio datore di lavoro per Mobbing o per Straining?
Si, è possibile. Si consiglia vivamente di richiedere l’assistenza di un avvocato giuslavorista per redigerla e rivolgersi ad uno psicologo del lavoro per richiedere una valutazione preliminare della situazione occupazionale.
Il Mobbing e lo Straining sono reati?
No, nè il Mobbing nè lo Straining integrano di per sé fattispecie di reato.
Qualora mi venga riconosciuta la malattia professionale, ho più probabilità di vincere una causa per Mobbing?
Si tratta di 2 percorsi differenti, i cui esiti potrebbero influenzarsi vicendevolmente.
Ho subito Mobbing durante il periodo di prova e non sono stato assunto, posso fare una causa per Mobbing?
Molto probabilmente non si tratta di Mobbing poiché questo deve protrarsi per almeno 6 mesi.
Potrebbe, tuttavia, trattarsi di una situazione diversa, comunque risarcibile, da valutare molto attentamente con l’ausilio di un avvocato giuslavorista.
Quanto è importante la figura del perito per una causa di Mobbing?
Importantissimo. Le cause per Mobbing, Straining o per conflittualità lavorativa in genere passano quasi sempre attraverso una fase determinante chiamata “Consulenza Tecnica di Ufficio” (CTU), indetta dal Giudice, tipicamente finalizzata all’accertamento del nesso causale tra oggetto della causa e danno e valutazione del danno stesso. Durante quest’attività, avviene il confronto tra un consulente tecnico nominato proprio dal Giudice (CTU), e consulenti tecnici nominati dalle parti in causa (CTP).
Il Consulente Tecnico di Parte (CTP), nominato dal lavoratore, deve sapere rappresentare in questa sede le sofferenze e la potenza lesiva delle dinamiche messe in atto, pertanto è facilmente intuibile quanto sia importante la scelta di questo professionista.
Per competenza specialistica, peraltro stabilita normativamente (Decreto 109/2023), tale figura dovrebbe essere lo psicologo del lavoro. E’ auspicabile, altresì, che sia dotato di ulteriore specializzazione in psicologia forense.
Sono un lavoratore autonomo, ritengo di aver subito Mobbing, posso fare causa?
Si, invocando la responsabilità extracontrattuale o aquilana disciplinata dall’art. 2043 c.c. ma non la responsabilità contrattuale disciplinata dall’art. 2087 c.c., in forza della quale si attivano abitualmente le cause per Mobbing.
Ci sono delle irregolarità sulla mia busta paga, è Mobbing?
Non è detto. Ma irregolarità retributive possono essere espressione di una strategia vessatoria. Certamente il primo passo è quello di rivolgersi ad un consulente del lavoro per appurarle.
Ho un certificato rilasciato da una struttura pubblica che attesta che ho un disturbo riconducibile ad una “situazione occupazionale anamnesticamente avversativa” o qualcosa di similare, mi basta per far causa per Mobbing?
No. Queste cerificazioni non solo si basano esclusivamente sul racconto del richiedente, soprattutto non attestano il Mobbing (che è una vera e propria accusa ed una struttura pubblica non può “accusare” nessuno) e non analizzano la dinamica e il meccanismo lesivo.
Perché non è possibile parlare di Mobbing per i conflitti di breve durata?
Il Mobbing è un conflitto cronicizzato e necessita di una certa durata per poterlo attestare.
Perché non esiste una legge sul Mobbing se è un fenomeno cosi grave?
Da quando il dott. Harald Ege ha diffuso la conoscenza del Mobbing in Italia negli anni ‘90, sono state proposte diverse leggi anti-Mobbing le quali tuttavia non sono state mai approvate. Bisogna anche considerare che il Mobbing è una psico-dinamica il cui accertamento è un’attività complessa, difficilmente inquadrabile dal punto di vista giuridico.
Il Mobbing è una “malattia indennizzabile” da parte dell’INAIL?
Si, se le sue conseguenze vengono ricollegate alla costrittività organizzativa. Si ricorda, tuttavia, che il Mobbing non è una malattia, bensì una dinamica persecutoria.
Il mio superiore o il mio capo mi insulta, mi umilia, mi dice male parole, è Mobbing?
Se tale comportamento viene attuato esclusivamente nei confronti di un solo lavoratore, potrebbe essere espressione di una strategia mobbizzante ma è altamente consigliabile una valutazione della situazione da parte di un esperto (psicologo del lavoro) per accertare se tali atti presentano un impatto stressogeno e dunque possano legittimare una richiesta di risarcimento danni.
