(La storia è stata scritta di pugno dalla vittima. Per la sua privacy e la sua tutela, nomi e date sono stati omessi)
1) La sottoscritta presta attività lavorativa presso l’Ente Pubblico dal XX/XX/XXXX, risultavo vincitrice di concorso pubblico con contratto part time 6 mesi, nel corso del tempo veniva portato a tempo pieno per ulteriori 30 mesi, nel frattempo partecipavo ad altri 2 concorsi pubblici presso l’ente, dal XXXX venivo impiegata con la qualifica di agente di polizia locale presso l’ente in radiomobile.
2) dal XXXX al XXXX alla scrivente venivano regolarmente riconosciute le progressioni orizzontali, difatti al XXXX ero nel profilo economico XX, dal XXXX mi venivano negate le progressioni dandomi valutazioni sempre con un punto inferiore agli altri dipendenti, al fine di impedirmi di potervi accedere, difatti ad oggi solo l’unica che in 10 anni non ha potuto avere una progressione economica, nonostante l’impegno profuso anche nella redazione di ricorsi al codice della strada, dove me ne occupo dal XXXX dall’istruttoria alla discussione in udienza.
3) Dal XXXX la sottoscritta è stata eletta per 4 mandati consecutivi come Rappresentante Sindacale dei lavoratori, ed attualmente è ancora in carica, questo dimostra che qualche dipendente ha approvato il lavoro sindacale svolto nel corso degli anni a tutela proprio dei lavoratori, difatti il clima tra i colleghi agenti operativi era cordiale e di soccorso reciproco, tranne i pochi alleati alla linea di comando per interessi personali.
Nel corso di questo impegno, appuravo che l’Ente, nelle persone dei responsabili, non ottemperavano a quanto stabilito dalle normative sulla trasparenza e sul D.Lgs 150/2009 e riscontravo possibili danni erariali, difatti nelle delegazioni trattanti portavo a conoscenza ripetutamente di queste inottemperanze sia la parte pubblica che i responsabili di settore, senza che questi si attivassero anzi le mie pec riservate venivano diffuse e portate a conoscenza di coloro che erano i potenziali percettori di indennità non dovute al fine di isolarmi, difatti la sottoscritta unitamente ad altro dipendente richiedevamo la presenza e la verifica delle inadempienze ad altre sigle sindacali che segnalavano agli organi competenti. Viste che le segnalazioni interne, dove erano riscontrati anche dei danni erariali di somme ingenti non sortivano alcun effetto, procedevo a segnalare agli organi istituzionali competenti quanto scoperto. A seguito delle ispezioni della guardia di finanza e richieste dell’Anac già nel XXXX, iniziavano le ritorsioni nei miei confronti che peggioravano di mese in mese da parte della linea di comando.
4) A _______ XXXX si svolgeva un concorso da comandante e alcuni colleghi mi riferivano che avevano preso un comandante con le “palle” per far fuori me e l’altro collega, in quanto autori delle segnalazioni.
A _______ XXXX veniva nominato il nuovo Comandante il dott. _________, il quale già alla prima riunione del personale faceva riferimento alle segnalazioni alla guardia di finanza che qualche dipendente aveva fatto, rivolgendo lo sguardo verso la mia persona tenuto conto che lo stesso era estraneo ai fatti e che non sarebbe dovuto entrare nel merito.
Il comandante riorganizzava il servizio istituendo le unità operative, la scrivente veniva spostata dal servizio di radiomobile svolto dal XXXX al XXXX al servizio totalmente in appiedato per 6 ore consecutive nel comune di ___________, da sola sul territorio, senza alcuna pausa ristoratrice, era vietato l’utilizzo dell’auto di servizio che doveva essere parcheggiata sotto le telecamere davanti al comune, nonostante le temperature rigide del mese di febbraio, con DPI non idonei, soprattutto in posizioni incongrue per tutta la durata del turno, senza potersi mai sedere per riposare le gambe e la schiena, tenuto conto che le calzature utilizzate erano gli stivali da motociclista che non erano idonei al servizio in appiedato.
In data XX/XX/XXXX chiedevo accesso agli atti ad un fascicolo da me redatto, chiamata a testimoniare in tribunale per una resistenza a pubblico ufficiale del XXXX, il quale autore del reato era il cognato di un segretario dell’ente, mi veniva negato verbalmente dal _______ il XX/XX/XXXX trasmetteva alla PM incaricata una mail dove chiedeva di essere portato a conoscenza dell’esito al fine di procedere a contestazione disciplinare agli agenti, nonostante fossero fatti accaduti nel XXXX e nonostante fossimo persone offese del reato, difatti poi il soggetto veniva condannato sia in primo che secondo grado di giudizio.
Nella mattinata del XX/XX/XXXX trasmettevo una pec all’RLS dell’ente per contestare il servizio totalmente in appiedato in quanto nei giorni precedenti avevo contattato un medico dell’ATS di ______ che si occupa di sicurezza sui luoghi di lavoro, rilevava nel servizio una potenziale violazione della salute e sicurezza sui luoghi di lavoro e mi indicava l’iter procedurale da seguire. Premetto che erano giorni in cui accusavo forti dolori alle gambe e alla schiena che mi obbligavano ad ingerire ingenti quantità di antidolorifici.
Il XX/XX/XXXX, iniziavo il servizio alle ore 13 in appiedato e verso le ore 14,30 circa accusavo vertigini, senso di oppressione al cuore e dolore sotto al costato dx, senso di svenimento, mi portavo presso uno studio medico nelle vicinanze e viste le condizioni contattavano il 118 che giungeva dopo poco tempo e rilevavano una pressione arteriora 45/85, venivo trasportata in codice giallo al PS che riscontravano un addensamento polmonare, uno screzio pancreatico e un’infezione in atto, prescrivendomi terapia antibiotica d’urto e riposo, oltre a controllare nei giorni seguenti l’infezione e l’inizio polmonite con esami ematici. Mentre ero al PS il comandante piuttosto che accertarsi del mio stato di salute, procedeva a redigere una contestazione disciplinare, contestandomi il regolamento del corpo per non avere al seguito tutto l’armamento, regolamento mai notificato ad alcun dipendente, mai pubblicato sul sito istituzionale e che nessun dipendente ne era a conoscenza, contestazione disciplinare notificatami a mezzo pec il XX/XX/XXXX mentre la scrivente era in malattia a causa della polmonite, disciplinare assolutamente infondato in quanto veniva archiviato in data XX/XX/XXXX a seguito di memorie del legale, il giorno precedente alla discussione in presenza, riportando che veniva archiviato per il ravvedimento operoso riscontrato dalla scrivente nel corso del servizio.
In data XX/XX/XXXX sarei dovuta rientrare a lavoro, il comandante mi obbligava alle ferie forzate nonostante le avessi già programmate in altro periodo e sarei dovuta restare a casa in ferie fino al XX/XX/XXXX ed in data XX/XX/XXXX mi mandava i colleghi a casa a farmi elezione di domicilio e nomina del difensore per una notizia di reato a cura del Comandante per reati a me sconosciuti, poi scoprivo a seguito di notifica che ero stata denunciata ed imputata in quanto avrei tentato di truffare l’ente con una falsa malattia, definendola una semplice influenza, mentre in realtà era una polmonite riconducibile proprio al covid, visto che _____ era divenuto il comune focolaio il XX/XX/XXXX.
In data XX/XX/XXXX mi veniva notificato a mezzo pec il secondo addebito disciplinare, senza allegare la contestazione, che ricevevo dopo aver fatto accesso agli atti, nel quale mi veniva contestato che a seguito della denuncia penale si procedeva a contestazione del disciplinare. Premesso che in tale periodo vi era l’emergenza sanitaria in corso, che la sottoscritta era stata adibita al servizio in pattuglia per il controllo del contenimento dell’epidemia, dove, tutti gli operatori eravamo in forte stress psicofisico, io stessa presentavo ancora i sintomi della polmonite, in più tutte le contestazioni notificatemi nel giro di 20 giorni, avevano scaturito in me un forte stato depressivo e disagio a recarmi a lavoro, in comando c’era un clima di terrore ed io ero sotto continuo attacco da parte del Comandante, avevo paura a fare qualsiasi cosa ed avevo il terrore di sbagliare anche a scrivere un verbale o una relazione, perché sarebbe stata oggetto di ennesima contestazione.
Il XX/XX/XXXX chiedevo l’interrogatorio di garanzia portando tutta la documentazione sanitaria e il procedimento penale veniva archiviato il XX/XX/XXXX rilevando che la precaria condizione fisica si era sviluppata durante l’attività di servizio, in data XX/XX/XXXX veniva archiviato anche il secondo disciplinare.
In data XX/XX/XXXX a inizio turno subivo un’aggressione verbale da parte di in collega alleato alla linea di comando nel parcheggio dei mezzi in presenza di altri dipendenti e ripresa anche dalla dash cam presente sul mio veicolo, , mi recavo in comando per esporre l’accaduto al Comandante, in quanto ero molto turbata, lo stesso mi chiedeva di redigere una relazione affinché potesse procedere alla contestazione disciplinare, ragionando sull’accaduto decidevo di non procedere nei confronti del collega ed il _______ mi inviava mail il XX/XX/XXXX nella quale si compiaceva per il lavoro da me svolto, di continuare così.
In data XX/XX/XXXX veniva effettuata una riunione del personale, al termine il Comandante mi convocava con l’Ufficiale ____________, per complimentarsi con me per il lavoro svolto, riferendomi che ero stata l’agente che aveva rilevato piu’ sanzioni di tutti per il contenimento dell’epidemia, che ero precisa ma che erano arrivate segnalazioni via mail sulla mia persona in quanto avrei avuto dei comportamenti aggressivi con gli utenti sanzionati, gli chiedevo di mostrarmi le segnalazioni in quanto avrei potuto avere dei dati oggettivi che avrebbero dimostrato il contrario, difatti avevo le registrazioni che rilevavano le minacce subite direttamente dal segnalante, a seguito di accessi agli atti vi era una sola segnalazione chiaramente strumentalizzata dal ________ e dal Sindaco di _________ che ho già provveduto a denunciare alla Procura per i reati riscontrati. In tale colloquio rappresentavo al ________ le difficoltà a svolgere il servizio appiedato per 6 ore totali senza pause, non solo per la sottoscritta che presentava delle problematiche di salute ma anche per gli altri operatori, lo stesso Comandante mi informava che lui non aveva nulla contro di me ma che era il Sindaco di _________ a fare pressioni nei miei confronti.
A inizio giugno venivo ricollocata come agente di zona, con modifica del servizio appiedato, ma le persecuzioni non si arrestavano, anzi erano quotidiani attacchi alla mia persona.
In tutto questo i colleghi di lavoro evitavano di avere contatti con la sottoscritta sul posto di lavoro, in quanto l’intento del comandante era di isolarmi da tutti, con i quali però avevo un rapporto di messaggistica e contatti fuori dal lavoro, anche al fine di evitare di creare problemi agli stessi.
Il XX/XX/XXXX venivo ricoverata per intervento chirurgico e rientravo a lavoro il XX/XX/XXXX dopo circa 45 giorni di malattia, al rientro ritrovavo lo stesso clima di terrore che si riversava sulla mia persona.
Le azioni ostili sono continuate, a seguito di intervento chirurgico con posizionamento di protesi stapediale interna all’orecchio sinistro del XX/XX/XXXX, il medico competente mi inviava mail nella quale mi esonerava temporaneamente fino al XX/XX/XXXX ad essere esposta a rumori di tipo impulsivo da arma da fuoco, al fine di evitare che la protesi potesse dislocarsi come già accaduto nel XXXX per lo stesso tipo di intervento e che al rientro dalla convalescenza ero stata obbligata ad effettuare l’addestramento al poligono il XX/XX/XXXX a 2 mesi dall’intervento con successiva dislocazione della protesi con perdita dell’udito. In data XX/XX/XXXX trasmettevo la mail del medico competente (medico di fiducia dell’ente) al Comandante, quest’ultimo mi negava l’esonero se non con certificato medico ufficiale, chiedevo quindi al Medico competente di inoltrarmi il certificato che prontamente trasmettevo al Comandante in data XX/XX/XXXX. Il Comandante nella stessa giornata procedeva con il ritiro dell’arma a me assegnata, in tale occasione mi rifiutavo di firmare il verbale di consegna dell’arma in quanto non ero concorde con quanto da lui scritto e lo stesso con toni alterati, nel suo ufficio con le porte aperte e con la presenza di altri dipendenti nei vari uffici, mi rivolgeva la frase ingiuriosa “Lei è una guerra fondaia, lo so che adesso arriveranno le pec dei sindacati e degli avvocati”.
Nei giorni successivi dal XX/XX/XXXX venivo demansionata e spostata in altra U.O. a svolgere la mansione di archiviazione di verbali fino al XX/XX/XXXX, poi la sottoscritta veniva ricoverata per altro intervento chirurgico e la convalescenza post operatoria terminava il XX/XX/XXXX con 60 giorni di malattia.
Nonostante fossi in convalescenza post operatoria, il _________ continuava con le azioni dirette a screditare la mia persona e a cercare di mettermi tutti i colleghi contro, che erano obbligati a non parlarmi per paura a loro volta di ritorsioni, difatti in data XX/XX/XXXX il Comandante _________ in una riunione del personale, in mia assenza ed in presenza dei dipendenti della polizia locale denigrava e diffamava la mia persona, dicendo testualmente “IO CE L’HO UNA PREFERITA E’ LA ____________ VOI SAPETE COME HO TRATTATO LA ___________, (riferendosi ai disciplinari e alla denuncia penale, al ritiro dell’arma, al demansionamento, alla revoca della qualifica di PS) “ LEI E’ LA MIGLIORE LAVORA 6 ORE, SI CERCA I PROBLEMI SE LI STUDIA E POI SI CONFRONTA CON IL COMANDANTE, LEI E’ L’UNICA CHE LAVORA QUI, MA E’ UNA TESTA DI CAZZO, HA UN CARATTERE DI MERDA “E’ UNA TESTA DI ARIETE”, poi riferiva pubblicamente i miei dati sensibili del referto della commissione medica che aveva prescritto la fornitura di calzature idonee ai miei plantari, calzature già prescritte dal medico competente il XX/XX/XXXX e che mi sono state fornite solo data XX/XX/XXXX. Ho avuto modo di sentire la registrazione della riunione in quanto nel ____________ ricevevo un cd con posta anonima.
In data XX/XX/XXXX un collega arrivato nel mese di ________ si suicidava dopo essere stato costretto a dare le dimissioni sotto minacce di denuncia e licenziamento, appresa la triste notizia cadevo in uno stato depressivo tale anche i miei amici e familiari temevano per la mia incolumità o che avessi potuto emulare il povero collega, la mia paura era che mi inducessero a commettere lo stesso gesto, mi mettevo subito in contatto con uno psicologo e con l’ambulatorio stress lavoro correlato dell’ospedale ________ di _________, ero costretta a ad aumentare la dose di gocce di rivotril , che già prendevo da _________ per dormire, in quanto presenti attacchi di panico, ansia e depressione
Il XX/XX/XXXX rientravo a lavoro dopo 60 giorni a seguito della convalescenza, demansionata a svolgere mansioni inferiori di archiviazioni verbali, scannerizzazioni, fotocopie e rotolini di carta per le stampanti portatili, appena preso servizio alle ore 7 arrivava il ________ che non mi salutava e contattava il mio sindacato per sapere quanto me ne sarei andata via in quanto ero una persona non gradita, i contatti al mio sindacato nel corso dei mesi erano frequenti, avevo paura di cadere in qualche sua astuta trappola, ogni giorno che ero a lavoro in ufficio subivo sguardi minacciosi dal comandante, diretti ad intimidirmi, i colleghi erano costretti a salutarmi con gli occhi, perché nessuno poteva avvicinarmi o parlarmi.
Il XX/XX/XXXX scoprivo che mi era stata revocata la qualifica di agente di pubblica sicurezza il XX/XX/XXXX senza che ne fossi stata portata a conoscenza, intraprendevo il ricorso al TAR di ___________ che emetteva prima ordinanza cautelare che riteneva ingiustificata la revoca e condannava l’ente e la Prefettura di __________ alla restituzione di quanto sottratto e li condannava alle spese, poi a seguito di sentenza il TAR rilevava che il presidente dell’ente non poteva ne in via obbligatoria ne in via facoltativa chiedere la revoca della mia qualifica di pubblica sicurezza e li condannava alla soccombenza delle spese processuali, nella richiesta di revoca infatti erano stati riportati fatti falsi ed alterati.
Il XX/XX/XXXX ero costretta a subire intervento chirurgico con conseguente convalescenza 34 giorni di malattia, a causa delle calzature non idonee mi si erano formati i granulomi sotto le unghie degli alluci., oltre all’infiammazione del nervo aduttore del pollice destro a causa dei movimenti della mano per fare i rotolini di carta e non potendo utilizzare la mano in attesa di intervento ero costretta a stare in malattia dal XX/XX/XXXX che mi veniva operata il XX/XX/XXXX. Durante tutta convalescenza degli interventi chirurgici, nonostante fossi in malattia, il Comandante continuava il suo disegno per epurarmi, scrivendo in procura che ero pazza, che ero pericolosa, che per fortuna non avevo l’arma perché mi era stata tolta, scriveva ai sindaci le stesse falsità, oltre a coinvolgere gli ufficiali a scrivere note negative sulla mia persona per farmi definitivamente fuori, i colleghi venivano sotto casa ad informarmi di stare attenta e di non rientrare a lavoro perché mi avrebbe licenziata. Il XX/XX/XXXX mentre ero in malattia mi inviava una pec con una valutazione di 58/100 gravemente insufficiente con una nota piena di ingiurie e falsità. Le azioni ritorsive, vessatorie e denigratorie dal XXXX sono ormai quotidiane, il XX/XX/XXXX cercava di contestarmi un altro disciplinare dove venivo accusata di assenza ingiustificata, mentre ero in ferie per testimonianza in tribunale di fatti occorsi in servizio, il XX/XX/XXXX sparivano le manette dal mio cinturone nello spogliatoio femminile, per poi ritrovarle un mese dopo in un armadietto in disuso nell’ufficio agenti. Il mio stato psichico era totalmente compromesso, continuavo con la psicoterapia e la terapia farmacologica. A causa di quanto subito ero e sono diventata bulimica con fame compulsiva di dolci, difatti avevo un aumento di peso di 10 kg mi veniva diagnosticato il diabete a _____________, riconfermato ad ___________.
A ____________ mi sottoponevo a visita psichiatrica presso il centro Antimobbing dove veniva riscontrato un disturbo post traumatico da stress causato dalla situazione lavorativa,
Il XX/XX/XXXX mi sottoponevo a visita presso la clinica del lavoro ________ di _______, dove veniva riscontrato uno stato psicologico grave ed un disturbo post traumatico da stress di grado elevato riconducibile all’ambiente lavorativo.
A __________ rientrava il precedente Comandante, il quale risulta imputato proprio a seguito delle indagini espletate dalla guardia di finanza nel XXXX, lo stesso non mi ha reintegrato nel mio ruolo, anzi ha continuato con il demansionamento, lasciandomi da sola sul territorio senza alcuna tutela, difatti il XX/XX/XXXX ho subito un’aggressione sul lavoro da un cittadino straniero, dove ho riportato lesioni gravissime ed una convalescenza di 94 giorni e poi ho scoperto che non sono stati redatti correttamente gli atti della notizia di reato pertanto nessuno mi risarcirà i danni subiti a seguito dell’espletamento del servizio.
