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I paesi scandinavi sono stati i pionieri del pieno riconoscimento normativo del mobbing.

La Svezia è stata, infatti, il primo paese europeo a dotarsi di una legge nazionale sul mobbing. In particolare, l'Ente nazionale per la salute e la sicurezza svedese ha emanato, il 21 settembre 1993, una specifica ordinanza (Afs 1993/17), entrata in vigore il 31 marzo 1994, con le misure contro ogni forma di persecuzione psicologia negli ambienti di lavoro. A questa sono poi seguiti, nel 1997, nuovo atti dispositivi relativi alle misure da adottare contro le forme di persecuzione psicologica in ambito lavorativo.

Diversamente, la Norvegia, ha preferito optare per una tutela a livello legislativo del mobbing attraverso l'intro-duzione di una specifica previsione nella vecchia legge sulla tutela dell'ambiente di lavoro del 1977, attraverso l'introduzione del paragrafo 12 della legge 24 giugno 1994, n. 41. Anche nei paesi francofoni sono stati compiuti notevoli passi in avanti.

La Francia, che ha approvato la legge "Lutte contre le harcélement moral au travail" (lotta contro il mobbing) è, dopo la Svezia, il secondo paese comunitario a essersi dotato di uno strumento legislativo ad hoc. Le due novità di maggior interesse riguardano l'introduzione dell'istituto dell'inversione dell'onere della prova (per cui il soggetto accusato di aver posto compiuto azioni dirette o indirette di violenza morale in ambito lavorativo a dover dimostrare l'estraneità da qualsiasi forma di responsabilità) e l'introduzione di un'apposita figura di reato, con l'inserimento nel codice penale francese di una nuova sezione intitolata, per l'appunto, all'harcèlement moral. L'articolo, il 222-33-2, sanziona espressamente "il fatto di molestare gli altri attraverso comportamenti ripetuti aventi per oggetto o per effetto una degradazione delle condizioni di lavoro suscettibili di ledere i suoi diritti e la sua dignità, di alterare la sua salute fisica o mentale o di compromettere il suo avvenire professionale", con la pena della reclusione fino a un anno o della multa di 15 mila euro.

Anche in Belgio è in preparazione una norma per regolamentare il fenomeno attraverso la previsione dell'obbligo per il datore di lavoro di designare, in accordo con i rappresentanti dei lavoratori, un consigliere per la prevenzione (interno o esterno a seconda delle dimensioni dell'impresa), con specifiche competenze psico-sociali.

In Spagna il parlamento catalano ha approvato una proposta sul mobbing nella quale, tra l'altro, propone di modificare l'attuale legge di prevenzione dei rischi lavorativi in modo da includere la prevenzione del mobbing tra le obbligazioni del datore di lavoro.

In Germania, pur non essendoci ancora alcuna legge specifica, alla Volkswagen nel 1996 è stato firmato un accordo tra azienda e sindacato con l'obiettivo di prevenire molestie sessuali, mobbing e ogni forma di discriminazione al fine di creare un clima di lavoro positivo basato sulla reciproca collaborazione e il 23 dicembre 1988 è stato sottoscritto il Betriebsverfassungsgesetz, ossia un accordo sul mobbing nell'area di pubblico impiego.

Un'esplicita menzione del termine mobbing è rintracciabile poi nel diritto austriaco all'interno del piano d'azione per la parità uomo-donna approvato il 16 maggio 1998 (riproduzione riservata).

 
 

 

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